Marche, Cagli

S. Angelo Maggiore conquista anche il Paliotto

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Domenica 5 agosto, in occasione del Palio dei Bambini, il quartiere S. Angelo Maggiore si riconferma vincitore, dopo il successo ottenuto il giorno precedente durante il Palio dei Mezzani. L’evento si svolge il fine settimana precedente a quello dedicato al Palio dell’Oca sin dal 2003 e richiede formazione e preparazione fisica. I giovani paggi giocatori hanno un’età che va dai 10 ai 14 anni, tuttavia il loro impegno, la coesione che si forma all’interno della squadra e quindi lo spirito di cooperazione non è da meno. I principali giochi storici protagonisti delle sfide del Paliotto (o Palio dei Bambini) comprendono ad esempio: la corsa coi sacchi, il tiro alla fune, la corsa coi trampoli, la corsa a staffetta, il percorso misto e molti altri.

Durante la serata è stata invece la Compagnia del Pallone Grosso della Misericordia di Monte San Savino e l’Associazione Amici del pallone col bracciale di Mondolfo a dare spettacolo in piazza Matteotti. Si è dunque disputata una partita dimostrativa del gioco del pallone col bracciale, uno sport nato nelle corti rinascimentali, ma che vede le sue origini ai tempi degli antichi romani. Inizialmente prese campo tra i nobili signori e successivamente tra i borghesi e i popolani che lo praticavano nelle strade in città, rendendolo finalmente estremamente diffuso. Sono previsti tre o quattro atleti per squadra (battitore, spalla e terzino/i), il gioco consiste nel colpire la palla al volo, o dopo il primo rimbalzo, con un bracciale in legno irto di punte, per poi rimandarla nel campo avversario. Il suddetto bracciale si ottiene scavando un unico pezzo di legno in modo tale da adattarsi il più possibile alla mano e al polso del giocatore. La palla, in pelle di manzo opportunamente conciata, è divisa in otto spicchi e ha una circonferenza di 39 cm circa. Ogni gioco è formato, come nel tennis, da 4 quindici (15 – 30 – 40 – gioco). Si aggiudica la vittoria la squadra che totalizza il maggior numero di giochi. Questa rievocazione sportiva viene organizzata anche al fine di ricordare il cagliese Cintio Venanzio: un grande campione di questo sport. Infatti egli fu vincitore delle sfide del pallone grosso, organizzate a Firenze nelle estati del 1618 e 1619. Venne scritta perfino una canzone dal poeta Gabriello Chiabrera (1552-1632) che lodava le abilità di questo prode atleta marchigiano: […] “Un bramoso d’onor germe di Cagli/In bel teatro di gentil travagli/s’inghirlandò le chiome,/e fe’ sull’Arno rimaner pentita/ogni possanza a contrastarlo ardita” […]

Successivamente la serata si è conclusa con la disfida goliardica del tiro alla fune tra i giocatori della compagnia di Monte San Savino e i paggi giocatori del Palio dell’Oca di Cagli. La gara di forza tra le due squadre, contrapposte ai due capi della corda di canapa, ha entusiasmato i numerosi spettatori che affollavano la piazza. Tra le grida di incitamento, nella cornice di Piazza Matteotti, i ragazzi della compagnia di Monte San Savino hanno avuto la meglio, conquistando la vittoria.