Marche, Cagli

Il Teatro Comunale, un gioiello nella città di Cagli

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Successivo all’antico Teatro delle Muse, nel 1871 venne edificato a Cagli il Teatro Comunale, che nel tempo ha accresciuto la sua fama, divenendo luogo di aggregazione culturale e punto di riferimento per artisti italiani e internazionali.

Il disegno originale apparteneva all’architetto Giovanni Santini da Perugia, il quale fu affiancato nella realizzazione di questa opera dall’architetto e ingegnere Coriolano Monti (anch’esso perugino) e dall’ingegnere Lorenzo Priori. Correva l’anno 1876, quando i lavori e le ultime decorazioni furono ultimati. Successivamente, nel 1878, si tenne l’inaugurazione con l’opera lirica “Il Violino del Diavolo” scritta per l’occasione dal cav. Agostino Mercuri di Sant’Angelo in Vado, con dieci scene di Girolamo Magnani, lo scenografo preferito da Giuseppe Verdi.

La facciata principale è caratteristica per via delle appariscenti decorazioni a bugnato, poste attorno ai tre grandi portali e alle finestre che si alternano tra essi al pian terreno. Al primo piano è invece presente un balcone centrale, assieme a cinque finestre rettangolari con cornice a timpano spezzato, intervallate da quattro grandi epigrafi dedicate ai protagonisti dell’unità nazionale e per questo ornate sfarzosamente. In ultimo, al secondo piano, stanno cinque finestre quadrate e un cornicione con mensole che impreziosisce l’edificio. All’interno il foyer è adornato da una volta a crociera con fioroni a rilievo in chiave di volta, la quale è sostenuta da quattro solenni colonne doriche. Una volta raggiunta la sala, non si può non restare ammaliati dagli splendidi ornamenti ad opera di Alessandro Venanzi (1839-1916). Quelli che adornano la balconata del secondo ordine arricchiscono le effigi degli illustri personaggi cagliesi. Alla base dei pilastri del primo, secondo e terzo ordine troviamo raffigurati: il Cigno, la Sfinge greca e il magnifico Pegaso, in un avvicendarsi di stucchi dorati, cornici, fregi e intagli, tutti attentamente particolareggiati. L’azzurro è il colore protagonista della grande volta, sulla cui sommità, all’interno di elaborate cornici esagonali sono raffigurate le figure simboliche delle sette arti liberali: Grammatica, Dialettica, Retorica, Aritmetica, Geometria, Astrologia e Musica. Sul perimetro della volta sono inoltre presenti dei tondi all’intero dei quali stanno i busti monocromatici dei grandi personaggi votati alle arti maggiori. Ancora più esterno, un fondo digradante dall’azzurro al violaceo che raggiunge l’apice attorno al rosone ligneo traforato. In fine, ma non per importanza, l’incantevole lampadario, disegnato a scheletro, intagliato nella bottega di Francesco Pucci da uno dei suoi migliori allievi: Rinaldo Paioncini. Anche la bocca d’opera non passa inosservata, per via della presenza di statue simboli della Commedia e della Tragedia sotto le quali si trovano i busti del Goldoni e dell’Alfieri. Sempre opera del Venanzi il magnifico sipario teatrale, all’interno del quale è dipinta una folla di armati, paggi e alti dignitari raccolti attorno al padiglione di Federico Barbarossa che nel 1162 pose sotto assedio Cagli, raffigurata sullo sfondo a sinistra. Nella scena ritratta, l’imperatore si trova intento a nominare “Ludovico Baglione Duca di Svevia in Vicario perpetuo dell’Imperio sopra la Città di Perugia”.

È doverosa una visita al Teatro Comunale, che ormai è un vero e proprio monumento della città di Cagli. Sul suo palco hanno calcato le scene personalità del calibro di Giorgio Gaber, Michele Placido, Angelo Branduardi, Fiorella Mannoia, Ivano Fossati, Paolo Fresu, Ezio Bosso e tanti altri.

 

Per maggiori informazioni: www.teatrodicagli.it

Fotografia: www.visitcagli.it